Un movimento nato fuori dai palazzi
Il MDP nasce da un percorso personale e politico maturato nella diaspora.
Il Macedonian Diaspora Party nasce dalla volontà di Emir Alili, cittadino macedone di origine mista – padre di etnia albanese e madre macedone – cresciuto in Italia, dove ha sviluppato una visione politica maturata tra imprenditoria, managerialità e attivismo sociale. La sua esperienza personale, segnata dall’integrazione tra comunità diverse e dalla difesa dei diritti delle minoranze, ha creato una sensibilità profonda verso temi di giustizia sociale, uguaglianza reale e tutela dei cittadini più vulnerabili.
Imprenditore e scrittore, analista geopolitico e consulente strategico per tematiche legate al diritto sociale, Emir Alili ha collaborato negli anni con gruppi di lavoro impegnati nella costruzione di movimenti politici nazionali in Italia, acquisendo competenze specifiche su partecipazione civica, organizzazione politica, processi decisionali, comunicazione pubblica e dinamiche istituzionali.
La convinzione che la Macedonia abbia bisogno di un modello politico realmente nuovo – libero da clientelismo, influenze esterne e corruzione strutturale – nasce dall’osservazione del divario tra le prassi politiche del Paese e quelle dei sistemi democratici più maturi. Da qui l’idea di un movimento radicato nella diaspora, formato da persone che hanno vissuto in Stati dove istituzioni, giustizia e responsabilità politica funzionano davvero, e che possono trasportare questa esperienza verso la Macedonia.
L’MDP rappresenta quindi un progetto politico indipendente, costruito attorno alla competenza, alla responsabilità e alla partecipazione attiva. Non è un movimento identitario né etnico: è un progetto civico che nasce da un percorso personale e professionale che unisce Macedonia, Italia e l’intera diaspora europea, con l’obiettivo di riportare il Paese su basi di meritocrazia, trasparenza e sovranità reale.
Cosa rende il MDP diverso
- Non è legato ai partiti tradizionali di Skopje, né è una loro “lista parallela” per la diaspora.
- Non basa la propria forza su reti clientelari, ma su competenze, credibilità personale e risultati.
- Considera il programma politico come un contratto vincolante, non come una campagna pubblicitaria.
- Riconosce alla diaspora un ruolo stabile nel processo decisionale, e non solo durante le elezioni.
Principi organizzativi del movimento
Come funziona concretamente il MDP all’interno: regole, metodo e limiti chiari.
Struttura del Macedonian Diaspora Party
Un movimento orizzontale ma organizzato, con ruoli chiari e responsabilità definite.
Organi principali
La struttura del movimento è pensata per tenere insieme la realtà della Macedonia e quella della diaspora, evitando sia il centralismo assoluto, sia la frammentazione.
- Assemblea del movimento: spazio politico generale di indirizzo e confronto.
- Coordinamento centrale: organo esecutivo che attua le linee approvate.
- Consiglio diaspora: rappresentanza stabile dei macedoni all’estero.
- Gruppi Paese / Città: nodi locali che costruiscono il lavoro sul territorio.
Rapporto tra centro, diaspora e territorio
Il movimento evita sia il modello “partito di Skopje che usa la diaspora”, sia il modello “gruppi isolati all’estero senza collegamento con il Paese”.
Ogni scelta politica rilevante deve tenere conto di tre livelli:
- interesse della popolazione residente in Macedonia,
- posizione e percezione della diaspora,
- equilibrio tra sovranità nazionale e contesto internazionale.
Come si entra nel movimento
Partecipare all’MDP significa assumersi una responsabilità politica, non solo “simpatizzare”.
Impegni pubblici del Macedonian Diaspora Party
Ciò che il movimento si impegna a non fare e ciò che dichiara di voler fare, in modo chiaro.
Il MDP considera la fiducia politica come un bene che non si ricostruisce con la propaganda, ma con comportamenti costanti nel tempo. Per questo il movimento assume alcuni impegni pubblici di base:
- Non entrare in accordi di potere che tradiscano il proprio programma per ottenere posizioni o benefici.
- Rendere pubblici i passaggi decisivi che riguardano alleanze, voti parlamentari, scelte istituzionali.
- Pubblicare in modo trasparente i flussi di finanziamento, gli eventuali donatori principali e le condizioni di eventuali accordi.
- Prevedere strumenti interni per richiamare o sostituire chi, in ruoli politici o organizzativi, si discosta in modo evidente dal mandato ricevuto.